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97 - VALTORTAVOX

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Voce narrante • DANIELA CIAVONI

97 - Parabola della perla da I quaderni del 1943, 12 agosto

«[…] Un granello di  arena mosso dalle onde del mare viene inghiottito dalle valve del  mollusco. Un sassolino greggio e spregevole, un frammento minuscolo di  roccia, una scheggia di pomice, tutte cose che non meritano lo sguardo  di un uomo.
Quel granello di rena inghiottito così rimpiange certo,  nel primo tempo, le sconfinate praterie del mare dove rotolava libero  sotto la spinta delle correnti e dove vedeva tante cose belle, create  dal Padre mio. Ma dopo qualche tempo intorno al grigio e ruvido  granellino si fa una pellicola bianca, sempre più bella, più soda, più  regolare. E il sassolino non rimpiange più la libertà selvaggia di  prima, ma benedice il momento in cui fu precipitato, da un volere  superiore alla sua intenzione, fra le valve di quel mollusco. Se il  granellino potesse parlare direbbe: “Sia benedetto quel momento in cui  ho perduto la libertà! Sia benedetta la forza che la libertà mi ha  levato e di me, povero e brutto, ha fatto una preziosa margarita!”. […]»

Spiegazioneda I quaderni del 1943, 12 agosto
«[…]  L’anima è un sassolino di sua natura grezzo. Porta il segno della  creazione divina, ma si è così mal ridotto, rotolandosi in basso, che è  divenuto sempre più scabro e sempre più grigio. La grazia, come una  corrente celeste, lo sospinge per gli sconfinati spazi dell’universo,  verso il Cuore di Dio che sta aperto per ricevere le sue creature. Sta col Cuore aperto, il vostro Dio, desiderando voi, povere creature.
Ma  sovente voi resistete alle correnti della grazia e all’invito di Dio  che desidera chiudervi nel suo Cuore. Credete d’esser più felici, più  liberi, più padroni di voi stessi rimanendo fuori. No, poveri figli  miei. Felicità, libertà, padronanza sono dentro al Cuore di Dio. Fuori  c’è l’insidia della carne, l’insidia del mon-do, l’insidia di Satana.
Credete  essere liberi, ma siete legati come schiavi al remo. Credete di esser  felici, ma le sollecitudini, esse sole, sono già infelicità. E poi c’è  tutto il resto. Credete d’esser padroni, ma siete servi di tutti, servi  di voi stessi nella parte inferiore, e non ve ne viene gioia anche se  lavorate per darvi gioia.
Io do la gioia perché do la Pace, perché do la continenza, perché do la rassegnazione, la pazienza, ogni virtù.
Beate  quelle anime che non fanno troppa dura opposizione alla grazia che le  sospinge verso di Me. Beatissime quelle che non solo si lasciano portare  a Me, ma a Me vengono con l’ansia del desiderio per essere inghiottite  dal mio Cuore.
Esso non respinge nessuno per meschino e grezzo che  sia. Esso accoglie tutti, e più siete miseri, ma insieme convinti che Io  vi posso far belli, e più Io lavoro la vostra meschinità, la rivesto di  veste nuova, preziosa, pura. I miei meriti ed il mio amore operano la  metamorfosi. Entrate creature e uscite, alla luce del Giorno di Dio,  perle preziosissime.
L’anima qualche volta rimpiange la prima  libertà. Specie nei primi tempi, poiché il mio lavoro è severo pur sotto  veste d’amore. Ma quanto più l’anima è volonterosa e tanto più presto  comprende. Tanto più l’anima rinuncia ad ogni desiderio di falsa libertà  e preferisce la regale schiavitù dell’amore, e tanto più presto gusta  la beatitudine della sua prigionia in Me ed accelera il prodigio  santificante dell’amore.
Il mondo perde ogni attrattiva per  quell’anima felice che vive chiusa in Me come perla nello scrigno. Tutte  le ricchezze della Terra, tutti gli effimeri soli, tutte le insincere  gioie e le pseudolibertà perdono luce e voce, e resta sola la volontà,  sempre più vasta e profonda, del nostro reciproco amore, del nostro  volere essere uno per l’altro, uno nell’altro, uno dell’altro.
Oh! troppo poco conosciuta beatitudine delle beatitudini, vivere con Me che so amare!  Che se Pietro esclamò sul Tabor, solo per vedermi trasfigurato:  “Signore, è bene per noi lo stare qui”, che dovrebbe dire l’anima che è  trasfigurata essa stessa divenendo molecola del mio Cuore di Dio?
Ma  pensa, Maria. Chi vive in Me diventa parte di Me. Capisci? Di Me Gesù,  Figlio del Dio vero, Sapienza del Padre, Redentore del mondo, Giudice  eterno e Re del secolo futuro, Re in eterno. Tutto questo diviene  l’anima che vive sprofondata nel mio Cuore. Parte integrante e viva del Cuore di un Dio, vivrà eterna come Dio nella Luce, nella Pace, nella Gloria della mia Divinità.

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Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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