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94 - VALTORTAVOX

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Voce narrante • DANIELA CIAVONI

  94 - Il fico in germoglioda L’Evangelo, cap. 596.43/46

«[…] Allora Pietro si rivolge al Maestro e  gli dice: «Vieni in disparte e spiegaci quando avverrà la tua profezia  sulla distruzione del Tempio. Daniele ne parla, ma se fosse come lui  dice e come Tu dici, poche ore avrebbe ancora il Tempio. Ma noi non  vediamo eserciti né preparativi di guerra. Quando dunque avverrà? Quale  sarà il segno di esso? Tu sei venuto. Tu, dici, stai per andare via.  Eppure si sa che essa non sarà che quando Tu sarai fra gli uomini.  Tornerai, allora? Quando, questo tuo ritorno? Spiegaci, perché noi si  possa sapere…».
«Non occorre mettersi in disparte. Vedi? Sono rimasti  i discepoli più fedeli, quelli che saranno a voi dodici di grande  aiuto. Essi possono sentire le parole che dico a voi. Venitemi tutti  vicino!», grida in ultimo per radunare tutti.
I discepoli, sparsi sul  pendio, si avvicinano, fanno un mucchio compatto, stretto intorno a  quello principale di Gesù coi suoi apostoli, e ascoltano.
«Badate che  nessuno vi seduca in futuro. Io sono il Cristo e non vi saranno altri  Cristi. Perciò, quando molti verranno a dirvi: “Io sono il Cristo” e  sedurranno molti, voi non credete a quelle parole, neppure se saranno  accompagnate da prodigi. Satana, padre di menzogna e protettore dei  menzogneri, aiuta i suoi servi e seguaci con falsi prodigi, che però  possono essere riconosciuti non buoni perché sempre uniti a paura,  turbamento e menzogna. I prodigi di Dio voi li conoscete: dànno pace  santa, letizia, salute, fede, conducono a desideri e opere sante. Gli  altri no. Perciò riflettete sulla forma e le conseguenze dei prodigi che  potrete vedere in futuro ad opera dei falsi Cristi e di tutti coloro  che si ammanteranno nelle vesti di salvatori di popoli e saranno invece  le belve che rovinano gli stessi.
Sentirete anche, e vedrete anche,  parlare di guerre e di rumori di guerre e vi diranno: “Sono i segni  della fine”. Non turbatevi. Non sarà la fine. Bisogna che tutto questo  avvenga prima della fine, ma non sarà ancora la fine. Si solleverà  popolo contro popolo, regno contro regno, nazione contro nazione,  continente contro continente, e seguiranno pestilenze, carestie,  terremoti in molti luoghi. Ma questo non sarà che il principio dei  dolori. Allora vi getteranno nella tribolazione e vi uccideranno,  accusandovi di essere i colpevoli del loro soffrire e sperando di  uscirne col perseguitare e distruggere i miei servi.
Gli uomini fanno  sempre accusa agli innocenti di esser causa del male che essi,  peccatori, si creano. Accusano Dio stesso, perfetta Innocenza e Bontà  suprema, di esser causa del loro soffrire, e così faranno con voi, e voi  sarete odiati per causa del mio Nome. È Satana che li aizza. E molti si  scandalizzeranno e si tradiranno e odieranno a vicenda. È ancor Satana  che li aizza. E sorgeranno falsi profeti che indurranno molti in errore.  Ancora sarà Satana il vero autore di tanto male. E per il moltiplicarsi  dell’iniquità si raffredderà la carità in molti. Ma chi avrà  perseverato sino alla fine sarà salvo. E prima bisogna che questo  Vangelo del Regno di Dio sia predicato in tutto il mondo, testimonianza a  tutte le nazioni. Allora verrà la fine. Ritorno al Cristo di Israele  che lo accoglie e predicazione della mia Dottrina in tutto il mondo.
E  poi un altro segno. Un segno per la fine del Tempio e per la fine del  mondo. Quando vedrete l’abominazione della desolazione predetta da  Daniele — chi mi ascolta bene intenda, e chi legge il Profeta sappia  leggere fra le parole — allora chi sarà in Giudea fugga sui monti, chi  sarà sulla terrazza non scenda a prendere quanto ha in casa, e chi è nel  suo campo non torni in casa a prendere il suo mantello, ma fugga senza  volgersi indietro, ché non gli accada di non poterlo più fare, e neppure  si volga nel fuggire a guardare, per non conservare nel cuore lo  spettacolo orrendo e insanire per esso. Guai alle gravide e a quelle che  allatteranno in quei giorni! E guai se la fuga dovesse compiersi in  sabato! Non sarebbe sufficiente la fuga a salvarsi senza peccare.  Pregate dunque perché non avvenga in inverno e in giorno di sabato,  perché allora la tribolazione sarà grande quale mai non fu dal principio  del mondo fino ad ora, né sarà mai più simile perché sarà la fine. Se  non fossero abbreviati quei giorni in grazia degli eletti, nessuno si  salverebbe, perché gli uomini-satana si alleeranno all’inferno per dare  tormento agli uomini.
E anche allora, per corrompere e trarre fuori  della via giusta coloro che resteranno fedeli al Signore, sorgeranno  quelli che diranno: “Il Cristo è là, il Cristo è qua. È in quel luogo.  Eccolo”. Non credete. Nessuno creda, perché sorgeranno falsi Cristi e  falsi profeti che faranno prodigi e portenti tali da indurre in errore,  se fosse possibile, anche gli eletti, e diranno dottrine in apparenza  così confortevoli e buone a sedurre anche i migliori, se con loro non  fosse lo Spirito di Dio che li illuminerà sulla verità e l’origine  satanica di tali prodigi e dottrine. Io ve lo dico. Io ve lo predico  perché voi possiate regolarvi. Ma di cadere non temete. Se starete nel  Signore non sarete tratti in tentazione e in rovina. Ricordate ciò che  vi ho detto: “Vi ho dato il potere di camminare su serpenti e scorpioni,  e di tutta la potenza del Nemico nulla vi nuocerà, perché tutto vi sarà  soggetto”. Vi ricordo anche però che per ottenere questo dovete avere  Dio in voi, e rallegrarvi dovete, non perché dominate le potenze del  Male e le venefiche cose, ma perché il vostro nome è scritto in Cielo.
State  nel Signore e nella sua verità. Io sono la Verità e insegno la verità.  Perciò ancora vi ripeto: qualunque cosa vi dicano di Me, non credete. Io  solo ho detto la verità. Io solo vi dico che il Cristo verrà, ma quando  sarà la fine. Perciò, se vi dicono: “È nel deserto”, non andate. Se vi  dicono: “È in quella casa”, non date retta. Perché il Figlio dell’uomo  nella sua seconda venuta sarà simile al lampo che esce da levante e  guizza fino a ponente, in un tempo più breve di quel che non sia il  batter di una palpebra. E scorrerà sul grande Corpo, di subito fatto  Cadavere, seguito dai suoi fulgenti angeli, e giudicherà. Là dovunque  sarà corpo là si raduneranno le aquile. E subito dopo la tribolazione di  quei giorni ultimi, che vi fu detta — parlo già della fine del tempo e  del mondo e della risurrezione delle ossa, delle quali cose parlano i  profeti — si oscurerà il sole, e la luna non darà più luce, e le stelle  del cielo cadranno come acini da un grappolo troppo maturo che un vento  di bufera scuote, e le potenze dei Cieli tremeranno.
E allora nel  firmamento oscurato apparirà folgorante il segno del Figlio dell’uomo, e  piangeranno tutte le nazioni della Terra, e gli uomini vedranno il  Figlio dell’uomo venir sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria.  Ed Egli comanderà ai suoi angeli di mietere e vendemmiare, e di  separare i logli dal grano, e di gettare le uve nel tino, perché sarà  venuto il tempo del grande raccolto del seme di Adamo, e non ci sarà più  bisogno di serbare racimolo o semente, perché non ci sarà mai più  perpetuazione della specie umana sulla Terra morta. E comanderà ai suoi  angeli che a gran voce di trombe adunino gli eletti dai quattro venti,  da un’estremità all’altra dei cieli, perché siano al fianco del Giudice  divino per giudicare con Lui gli ultimi viventi ed i risorti. […]»

Spiegazione • da L’Evangelo cap. 596.47
«[…]  Dal fico imparate la similitudine: quando vedete che il suo ramo si fa  tenero e mette le foglie, voi sapete che vicina è l’estate. Così anche,  quando vedrete tutte queste cose, sappiate che il Cristo sta per venire.  In verità vi dico: non passerà questa generazione che non mi volle, prima che tutto ciò avvenga.
La  mia parola non cade. Ciò che dico sarà. Il cuore e il pensiero degli  uomini possono mutare, ma non muta la mia parola. Il cielo e la terra  passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto poi al giorno e  all’ora precisa, nessuno li conosce, neppure gli angeli del Signore, ma  soltanto il Padre li conosce. […]»Copyright © Fondazione Erede di Maria Valtorta onlus

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