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57 - VALTORTAVOX

Parole di vita ETERNA
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Voce narrante • DANIELA CIAVONI


57 - La parabola del seme di palmada L’Evangelo, 390.7-8

«[…] Ora udite. Cosa è la fede?  Pari ad un duro seme di palma è talora minuscola, formata di una breve  frase: “Dio c’è”, nutrita di una sola asserzione: “Io l’ho visto”. Così  come fu quella di Abramo in Me per le parole dei tre saggi d’Oriente.  Così come fu quella del nostro popolo, dai più lontani patriarchi,  trasmessa l’un l’altro, da Adamo ai posteri, da Adamo, peccatore, ma che  fu creduto quando disse: “Dio c’è, e noi ci siamo perché Egli ci ha  creati. Ed io l’ho conosciuto”. Così come fu quella, sempre più perfetta  perché sempre più rivelata, che venne in seguito, e ci è retaggio,  fulgente di manifestazioni divine, di apparizioni angeliche, di luci  dello Spirito. Sempre semi minuscoli rispetto all’Infinito. Minuscoli  semi. Ma gettando radici, fendendo la scorza dura della animalità coi  suoi dubbi e le sue tendenze, trionfando sulle erbe nocive delle  passioni, dei peccati, sulle muffe degli avvilimenti, sui tarli dei  vizi, su tutto, si alza nei cuori, cresce, si slancia al sole, al cielo,  sale, sale… finché si libera dalla restrizione della carne e si fonde a  Dio, nella sua conoscenza perfetta, nel completo possesso, oltre la  vita e la morte, nella vera Vita.
Chi possiede la fede possiede la  via della Vita. Chi sa credere non erra. Vede, riconosce, serve il  Signore ed ha salvezza eterna. Per lui è vitale il Decalogo, e ogni  ordine di esso è una gemma di cui si orna la sua futura corona. Per lui è  salute la promessa del Redentore. Morto è già il credente da avanti che  Io fossi sulla Terra? Non importa. La sua fede lo eguaglia a quelli che  ora mi avvicinano con amore e fede. I giusti trapassati presto  giubileranno, perché la loro fede sta per avere il premio. Io andrò,  dopo aver compiuto la volontà del Padre mio, e dirò: “Venite!”, e tutti  coloro che sono morti nella fede saliranno con Me nel Regno del Signore.
Imitate nella fede le palme delle vostre terre, nate da piccolo  seme, ma così forti nel voler crescere, e nel crescere così diritte,  dimentiche del suolo ma innamorate del sole, degli astri, del cielo.  Abbiate fede in Me. Sappiate credere ciò che troppo pochi in Israele  credono, ed Io vi prometto il possesso del Regno celeste, per il perdono  della colpa d’origine e per la giusta ricompensa a tutti coloro che  praticano la mia dottrina, che è la dolcissima perfezione del perfetto  Decalogo di Dio.
Io resterò fra voi oggi e domani, che è il sabato  sacro, e partirò all’alba del giorno dopo il sabato. Chi è afflitto  venga a Me! Chi è dubbioso venga a Me! Chi vuole la Vita venga a Me!  Senza timore, perché Io sono la Misericordia e l’Amore».

Copyright © Fondazione Erede di Maria Valtorta onlus
Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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